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Il Sorriso di...

Un sorriso di Fioroni Giosetta Pittrice

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Il sorriso di… Giosetta Fioroni. Pittrice nata a Roma nel 1924 da una famiglia di artisti (il padre Mario era uno scultore, la madre pittrice), studia all’Accademia di belle arti di Roma, dove fu allieva di Toti Scialoja. Trascorre un periodo a Parigi (tra il 1958 e il 1962), espone alla VII Quadriennale di Roma […]

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Il sorriso di… Giosetta Fioroni. Pittrice nata a Roma nel 1924 da una famiglia di artisti (il padre Mario era uno scultore, la madre pittrice), studia all’Accademia di belle arti di Roma, dove fu allieva di Toti Scialoja. Trascorre un periodo a Parigi (tra il 1958 e il 1962), espone alla VII Quadriennale di Roma del 1955 e l’anno successivo alla XXVIII Biennale di Venezia.

Frequenta l’ambiente artistico legato alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma. Conosce Cy Twombly, De Kooning, Rauschenberg. In una personale nel 1961 alla Tartaruga con Umberto Bignardi inizia ad esporre tele realizzate con colori industriali, alluminio e oro, recanti segni, scritte, simboli, sovrapposti e cancellati. Frequenta il gruppo del Verri e il Gruppo 63.

Fa parte della Scuola di Piazza del Popolo con Tano Festa, Mario Schifano e Franco Angeli con i quali espone alla Biennale di Venezia del 1964 (la Biennale della Pop Art) invitata da Maurizio Calvesi. Da quell’anno diviene la compagna stabile di Goffredo Parise e rimarrà al suo fianco fino al 1986, anno della morte dello scrittore veneto.

Dal 1963 lavora con fotografie proiettate sulla tela, nel 1967 alla Galleria del Naviglio di Milano espone una serie di lavori con volti e figure femminili su fondo bianco. Rivisita opere del passato, Botticelli, Carpaccio, Simone Martini. Nel 1968 inaugura la rassegna Il teatro delle mostre alla Tartaruga con un’azione intitolata La spia ottica poi ripresentata alla Quadriennale di Roma del 1973. Dal 1969 si avvicina al mondo della fiaba e della leggenda: tele, scatole e teatrini aprono al mondo della memoria personale e collettiva. Appartengono agli anni ’80 le collaborazioni con scrittori e poeti.

Nel 1990 l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma allestisce una antologica con i suoi lavori su carta. Alla Biennale di Venezia del 1993 è presente con una sala personale e nello stesso anno inizia a lavorare con la ceramica.

Nella sua lunga carriera artistica ha 
utilizzato diversi mezzi per esprimere il suo talento: disegni, tele, collages, 
sculture, teatrini in ceramica, performances; è stata  anche illustratrice e autrice di libri (l’ultimo, recentemente uscito con Corraini Edizioni, si intitola My story, la mia storia”). Sempre incline alla sperimentazione, a 80 anni si è rimessa in gioco per un progetto artistico ideato e realizzato con il fotografo Marco Delogu: truccata e vestita, si è trasformata in innumerevoli personalità (dalla Madonna alla prostituta) davanti all’occhio del fotografo (il frutto del 
lavoro è stato esposto al museo Macro a Roma nella mostra “L’altra ego”).

La Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma ha proposto invece nel 2014 ben due sue 
mostre che illustrano bene la complessità della produzione multiforme dell’artista.

Il sorriso di… la nuova rubrica de ilfattoquotidiano.it sull’ironia da ‘condividere’. 

Il produttore e autore, Mosco Levi Bocault, ha infatti voluto devolvere buona parte del suo compenso a due associazioni no profit, così da incentivare le donazione alle stesse.

Si tratta dell’organizzazione ‘Le Monde Autrement’ dedita alla creazione di centri di educazione e ricreativi per i bambini della Siria.
L’altra associazione è quella dei ‘Clown Dottori’ SocCoop.