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Il Sorriso di...

Informazioni su Mosco Levi Boucault Regista

Mosco Levi Boucault

Mi piacciono le barzellette

Sono i momenti in cui lo spirito si delizia, si libera e vuole essere condiviso. Le barzellette sono fatte per essere trasmesse. Da un amico all’altro, in una catena infinita… non sappiamo da dove vengono, non sappiamo dove andranno.

Viaggiano, senza diritti d’autore, senza visto, passando le frontiere a discrezione dei loro cultori, si trasformano, si adattano alle culture, alle tradizioni…provare a seguire le tracce di una di loro per scoprire dove è nata, quando…. sarebbe un’ inchiesta emozionante.

Mi piacciono le barzellette
Sono i momenti in cui lo spirito si delizia, si libera e vuole essere condiviso.
Le barzellette sono fatte per essere trasmesse.
Da un amico all’altro, in una catena infinita… non sappiamo da dove vengono, non sappiamo dove andranno.

Viaggiano, senza diritti d’autore, senza visto, passando le frontiere a discrezione dei loro cultori, si trasformano, si adattano alle culture, alle tradizioni…provare a seguire le tracce di una di loro per scoprire dove è nata, quando…. sarebbe un’ inchiesta emozionante.

Mi piacciono le barzellette perché sposano, casualmente, la favola e il teatro, la favola e il cinema di cortometraggio.

Mi piacciono le barzellette perché sono una scuola di vita.
Un atteggiamento verso la vita.
Ridere di sé. Ridere dei propri difetti. Ridere dei propri tormenti.
Ridere delle proprie disgrazie.
Per scongiurarle invece di subirle.

Mi piacciono le barzellette perché sono parte del patrimonio delle minoranze, – gli ebrei, gli immigrati, gli esiliati, per i quali il ridere è un appannaggio un “segno di ricchezza interiore”.
“Rido, ecco dunque chi sono…”

Mi piacciono le barzellette perché sono un’arma di resistenza, utilizzate dai “dissidenti” per aggirare la censura, deridere gli oppressori, al tempo del comunismo reale in URSS, in Polonia e in Cecoslovacchia.

Le storie più irresistibilmente divertenti le devo ai loro cultori, artisti e intellettuali, scrittori, filosofi, pittori, scientifici, musicisti, attori, psicanalisti, giornalisti, avvocati.. semplicemente amici….e il primo di loro fu Pierre Dumayet, mi rammarico di non averlo registrato, avrei conservato di lui un’ istantanea del suo lato più bello: l’humour

Da qui il progetto di percorrere l’Europa, l’Africa, poi i paesi della francofonia, ancora Israele, la Palestina, l’Iran, la Turchia, la Russia, New York e l’Argentina, terre tradizionalmente fertili di storie divertenti e sostare presso persone (e personaggi) che apprezzo, che desideravo conoscere e di chiedere loro di confidarmi – lì dove lavorano, nei loro uffici, nei loro ateliers, un’ “istantanea interiore” … quella del loro umorismo con una o due barzellette da loro predilette.

E del resto, poiché si tratta di un’ “istantanea interiore” ho scelto di filmarli nel “loro interiore”, nei colori e nel luogo che li rappresenta, come uno specchio di loro stessi.

E riunendo queste istantanee costituire un fondo, un pozzo, una fonte, una banca che avrebbe per acronimo: B.C.H. Banca Centrale dell’Humour, (ma gratuita e aperta ai 4 venti).

Una banca aperta sulla diversità delle culture in materia di barzellette – non si raccontano le stesse barzellette a Roma o a Napoli, a Bamako o a Buenos Aires, a Mosca o a New York, sulla diversità dei tempi e degli umori – non si raccontano le stesse barzellette nel 1989 e nel 2013; con personalità note e meno note che si scoprono sotto un aspetto singolare, quello della barzelletta.

Ho cominciato questo viaggio nel 2004 fermandomi a Roma dallo scrittore italiano Andrea Camilleri del quale avevo appena letto con allegria uno dei suoi romanzi siciliani. Camilleri mi ha suggerito l’autore e attore Moni Ovadia a Milano, che a sua volta mi ha suggerito Claudio Magris a Trieste, Umberto Eco a Milano e Angel Wagenstein a Sofia.
Sogno di registrarli.

Come sogno di registrare Edgar Morin, Michel Serres, Roman Polanski, ma anche Louis Garrel e Luc Bondy, Alain Cavalier, Michel Legrand e il Presidente Hollande, dei quali si dice siano grandi cultori di quest’ arte. E perchè no i fratelli Coen, Philip Roth, Jerry Seinfeld, Larry David, Julia Louis-Dreyfus, Jason Alexander e Woody Allen in mancanza di Sigmund Freud e dei fratelli Marx.

Nel frattempo, assaporate i narratori che sono riuscito ad incontrare. Trasmettete le loro storie, è una medicina meravigliosa. E memorizzatele: è una meravigliosa ginnastica per respingere l’irrompere sulla scena del signor Alzheimer.

Il produttore e autore Levi Mosco Bocault ha voluto devolvere buona parte del suo compenso a due associazioni no profit, così da incentivare le donazione alle stesse.

Si tratta dell’organizzazione ‘Le Monde Autrement’ dedita alla creazione di centri di educazione e ricreativi per i bambini della Siria.

L’altra associazione è quella dei ‘Clown Dottori’ SocCoop Ridere per Vivere Lazio

 

Mosco Levi Boucault

Regista
Des «terroristes» à la retraite – Ni travail, ni famille ni patrie – Mémoires d’Ex – Ils étaient les Brigades rouges - Un corps sans vie de 19 ans

Ringrazio coloro che mi hanno aiutato in questo progetto: Mathieu Belghiti e Gilles Mimouni, poi Catherine Nabokov, Thierry Garrel e Martine Saada, Olivia Olivi, Ino Cassini, Laura Demetri, Nicky Fasquelle, Pierrette Ominetti, Joseph Moreno, Hélène Zemmour e il mio caro Gianni Barbacetto, Valentina Alferj, Marita d'Elia, Francesca Levi e Paolo Aleotti.